“relazioni internazionali dal basso”
1. UNA LETTURA DEL QUADRO PREGRESSO
Un percorso collettivo di coordinamento operativo e teorico, che, a partire dalle esperienze di lotta delle distinte situazioni nazionali possa permettere di individuare obiettivi comuni, di differente natura, sui quali le organizzazioni di classe “concentrino il fuoco”, È DA SEMPRE in attesa di definizione. Tentativi sono stati fatti, ma i risultati, evidentemente, non hanno neppure avuto la forza di lasciare qualche traccia di indicazione politica concreta nell’oggi.La nota conclusiva del “Manifesto dei comunisti” –Proletari di tutto il mondo unitevi!- è generalmente considerata la telegrafica enunciazione della ineludibile necessità di sviluppare una struttura di coor-dinamento internazionale; essa assumerà più tardi una differente forma espressiva, forse più incisiva –ristretta sempre nell’ambito di parola d’ordine- universalmente conosciuta come “internazionalismo proletario”. Per limitarci ai tentativi di coordinamento internazionale più conosciuti, è il caso di ricordare la Iª, IIª e IIIª Internazionale –dalla quale derivano in tempi distinti due sue schegge totalmente degradate, la sua successiva numerica, IVª, e il “Cominform”- le quali puntualmente esplodono od implodono ad intervalli di tempo quasi costanti. (Continua)