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BRIGATE DI SOLIDARIETÁ E PER LA PACE IN GUATEMALA 2005
brisop | 10 Settembre, 2005 16:32
NON SOLO UN VIAGGIO E UN’ ESPERIENZA

MA... UN TENTATIVO DI COSTRUIRE UN ALTRO MONDO SOLIDALE.

Già da due anni, le "Brigate di Solidarietà e per la Pace" hanno avviato un percorso di conoscenza reciproca e solidarietà con la Cooperativa Agricola Integrale "Nuevo Horizonte" e con la Alianza Por la Vida y la Paz, nella regione del Petén in Guatemala. (Continua)  #
BRIGATE DI SOLIDARIETÁ E PER LA PACE IN GUATEMALA 2004
brisop | 09 Settembre, 2005 16:36

NON SOLO UN VIAGGIO ED UN’ESPERIENZA MA
UN TENTATIVO DI COSTRUIRE UN ALTRO MONDO SOLIDALE.

La scorsa estate con un gruppo di una ventina di persone, dalla Toscana e dalla Puglia, siamo andati nella Cooperativa Agricola Integrale "NUEVO HORIZONTE" nel Petén, in Guatemala, nell’area che fu uno dei centri principali dell’antico e civilissimo popolo maya. La comunità che vive nella Cooperativa è formata da circa 400 persone che dopo la firma della Pace del 1996, che metteva fine a 36 anni di guerra civile, decidono di dar vita ad un progetto integrale che oltre al soddisfacimento dei loro bisogni primari (cibo, casa) sviluppi specifiche categorie concrete: educazione permanente, salute, nuovi metodi di produzione, di scambio e di distribuzione. (Continua)  #

BRIGATE DI LAVORO IN GUATEMALA agosto-settembre 2003

il luogo dove arriviamo:

è la Cooperativa Agricola Integrale "Nuevo Horizonte" nel nord del Guatemala, regione del Petén confinante col Chiapas messicano. Il Petén –33.000 kmq- è, dopo l’Amazzonia, il secondo "polmone" del continente latino-americano ed oltre a questa fondamentale specificità è anche riserva di enormi ricchezze naturali: acqua, bio-diversità animali e vegetali, legno pregiato, petrolio. Per questo il Petén "cade" nelle mire del Piano Puebla-Panamá (PPP) che è, in realtà, un piano di saccheggio imposto dalle multinazionali nordamericane in funzione dei loro profitti. In base ad essi, il PPP ha deciso che 1/3 del Petén sarà inondato dalle acque del fiume Usumacinta, sbarrato in più punti al fine di realizzare invasi per dighe che produrranno energia elettrica da esportare negli Stati Uniti. A parte gli enormi ed irreversibili danni che l’inondazione provocherà al macro-sistema ecologico che è il Petén, 50.000 dei suoi abitanti saranno espulsi per sempre dai loro villaggi e perderanno tutto. Perderanno non solo i beni materiali ma anche l’identità millenaria di un popolo che ha sempre vissuto in armonia con la "madre terra", rispettandola ed amandola e considerandola un bene comune, inalienabile. I danni prodotti dall’opposta "filosofia" neo-liberista -che concepisce la terra come una qualsiasi altra proprietà personale per cui ogni sua risorsa può essere sfruttata e venduta sotto le leggi di mercato- sono attualmente evidenti e quantificabili. Il neo-liberismo non è esclusivamente un fattore di guerra infinita ed ingiusta ma un fattore di depredazione e distruzione del nostro ambiente fisico, del pianeta sul quale viviamo.  (Continua)  #