MA... UN TENTATIVO DI COSTRUIRE UN ALTRO MONDO SOLIDALE.
Già da due anni, le "Brigate di Solidarietà e per la Pace" hanno avviato un percorso di conoscenza reciproca e solidarietà con la Cooperativa Agricola Integrale "Nuevo Horizonte" e con la Alianza Por la Vida y la Paz, nella regione del Petén in Guatemala. (Continua)
NON SOLO UN VIAGGIO ED UN’ESPERIENZA MA
UN TENTATIVO DI COSTRUIRE UN ALTRO MONDO SOLIDALE.
La scorsa estate con un gruppo di una ventina di persone, dalla Toscana e dalla Puglia, siamo andati nella Cooperativa Agricola Integrale "NUEVO HORIZONTE" nel Petén, in Guatemala, nell’area che fu uno dei centri principali dell’antico e civilissimo popolo maya. La comunità che vive nella Cooperativa è formata da circa 400 persone che dopo la firma della Pace del 1996, che metteva fine a 36 anni di guerra civile, decidono di dar vita ad un progetto integrale che oltre al soddisfacimento dei loro bisogni primari (cibo, casa) sviluppi specifiche categorie concrete: educazione permanente, salute, nuovi metodi di produzione, di scambio e di distribuzione. (Continua)
il luogo dove arriviamo:
è la Cooperativa Agricola Integrale "Nuevo Horizonte" nel nord del Guatemala, regione del Petén confinante col Chiapas messicano. Il Petén –33.000 kmq- è, dopo l’Amazzonia, il secondo "polmone" del continente latino-americano ed oltre a questa fondamentale specificità è anche riserva di enormi ricchezze naturali: acqua, bio-diversità animali e vegetali, legno pregiato, petrolio. Per questo il Petén "cade" nelle mire del Piano Puebla-Panamá (PPP) che è, in realtà, un piano di saccheggio imposto dalle multinazionali nordamericane in funzione dei loro profitti. In base ad essi, il PPP ha deciso che 1/3 del Petén sarà inondato dalle acque del fiume Usumacinta, sbarrato in più punti al fine di realizzare invasi per dighe che produrranno energia elettrica da esportare negli Stati Uniti. A parte gli enormi ed irreversibili danni che l’inondazione provocherà al macro-sistema ecologico che è il Petén, 50.000 dei suoi abitanti saranno espulsi per sempre dai loro villaggi e perderanno tutto. Perderanno non solo i beni materiali ma anche l’identità millenaria di un popolo che ha sempre vissuto in armonia con la "madre terra", rispettandola ed amandola e considerandola un bene comune, inalienabile. I danni prodotti dall’opposta "filosofia" neo-liberista -che concepisce la terra come una qualsiasi altra proprietà personale per cui ogni sua risorsa può essere sfruttata e venduta sotto le leggi di mercato- sono attualmente evidenti e quantificabili. Il neo-liberismo non è esclusivamente un fattore di guerra infinita ed ingiusta ma un fattore di depredazione e distruzione del nostro ambiente fisico, del pianeta sul quale viviamo. (Continua)





