º PERCHÉ MANIFESTO.
I "Manifesti", indipendentemente dalla loro specifica valenza, vedono in generale la luce nell’intento di mettere ordine nelle idee e nella attività politica di un numero di persone, in generale non astronomico, che individuando ed analizzando una contraddizione non risolubile nella realtà sociale -meno o più generale, meno o più complessa- che le vede attori, vogliono rendere pubblico e patente come tale contraddizione pretendono di superare; rompendo, necessariamente, con la prassi che l’ha generata e con la teoria che la giustifica.
I "Manifesti" fissano i loro fondamenti in categorie teoriche di interpretazione, dalle quali sviluppano riflessioni, indicazioni e proposte ritenute sufficienti e funzionali per indicare la direzione di superamento della contraddizione individuata. (Continua)
Argentina: resistenza al neoliberismo e costruzione del contropotere nell’esperienza del Movimento Teresa Rodriguez
La situazione politica argentina e latinoamericana, le caratteristiche del movimento piquetero, la tattica e la strategia del Movimiento Teresa Rodriguez
Caratteristiche e sviluppi dei movimenti piqueteros
A circa quattro anni dalla rivolta del 2001, la situazione del movimento piquetero, che di quella rivolta fu il protagonista, si è trasformata. Alcune componenti organizzate del movimento dei lavoratori disoccupati, infatti, si sono dissolte o sono state cooptate e assorbite dai partiti e dallo stato. E precisamente quelle realtà nate in modo spontaneo, senza avere alle spalle precedenti esperienze politiche o sindacali, e collocatesi al di fuori del quadro politico e teorico del marxismo.Una particolare area del movimento, quella che fa riferimento all’approccio teorico di Toni Negri e che ha avuto, per una certa fase, una significativa capacità di espansione, si è oggi anch’essa quasi dissolta, rinunciando di fatto a fare politica e riducendosi a ristretti gruppi di studio. Questo anche perché aveva teorizzato e praticato forme di “assemblearismo assoluto”, che nella pratica si sono trasformate in un mascherato, ma estremamente accentuato, verticismo. (Continua)
Seminario organizzato dalle Brigate di solidarietà e per lapace a Lucca il 5 e 6 novembre 2005
Il RUOLO DELLE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE NELLA GLOBALIZZAZIONE NEOLIBERISTA
Intervento della: Assemblea Spazi Autogestiti di Lucca
Intendiamo iniziare questo forum spiegando il motivo che ci ha spinto ad organizzarlo.
Come molti di voi sapranno da circa tre anni esistono in Toscana le "Brigate di solidarietà e per la pace (brisop) che hanno avviato un percorso di conoscenza reciproca con la cooperativa agricola integrale "nuevo horizonte" e con la alianza por la vida y la paz nella regione del Peten in Guatemala. Ci sembra chiaro che il nuovo mondo possibile o ci sarà per tutti o non ci sarà per nessuno.
I disastri sociali ed ambientali provocati dalla globalizzazione neoliberista nel sud come nel nord del mondo sono sotto i nostri occhi. Per questo vogliamo sviluppare un nuovo modo di fare solidarietà internazionalista, contribuendo attivamente a rompere il rapporto di dipendenza e sudditanza del sud del mondo nei confronti del nord. Attraverso la conoscenza diretta abbiamo cominciato a costruire rapporti di collaborazione, su di un piano di assoluta parità e reciprocità, per creare un fronte comune nel nord e nel sud che assuma il superamento del neoliberismo come obbiettivo strategico. Va sottolineato come l’esperienza di "nuevo horizonte" e della alianza por la vida y la paz non siano isolate, ma siano parte di una serie di realtà che, nel continente latino americano, stanno sviluppando una lotta di emancipazione attraverso forme di contropotere e di alternativa sociale: in Salvador, Argentina, Brasile, Messico, Venezuela solo per ricordarne alcune. (Continua)
ARGENTINA: l’organizzazione e la strategia politiche dei "piqueteros" auto-organizzati, descritte ed analizzate da due esponenti del Movimento Teresa Rodríguez – 15 / 21 febbraio 2004.
0. PREMESSA
0.1. Contesto delle presenti note:
questo contributo informativo sulla situazione argentina, ed in particolare sull’esperienza dei "piqueteros" auto-organizzati del "Movimento Teresa Rodríguez" (d’ora in avanti MTR), deriva dalla venuta in Italia di due suoi membri, Roberto Martino e Susi del Valle Paz. Per Roberto –già invitato dai COBAS a Firenze nel novembre del 2002 nell’occasione del Foro Sociale Europeo- è stata così l’occasione, sia per riprendere i contatti, che, soprattutto, per verificare la possibilità di reciproci e concreti rapporti tra l’MTR e distinte organizzazioni antagoniste del nostro continente. Roberto Martino e Susi Paz sono questa volta arrivati in Europa su invito di un gruppo di compagne di Amburgo "Mujeres Sin Fronteras". Oltre alla Germania, dove si sono trattenuti quasi un mese, ed all’Italia, sono stati in Francia ed in Danimarca. Senza entrare nei particolari della loro lunga militanza rivoluzionaria, vogliamo solo ricordare che il compagno di Susi, Hugo Julián Luna, passato per il famigerato "garage Olimpo", è uno dei 40.000 "desaparecidos" uccisi dalla dittatura militare. (Continua)
PARLANO I PROTAGONISTI DELLA RIVOLUZIONE GUATEMALTECA:
intervista di "comunicazione antagonista" ad AURA MARINA ARRIOLA·.CA..: Aura Marina, innanzi tutto un caloroso saluto da parte dei compagni di "comunicazione antagonista", che ti ringraziano per la tua disponibilità. Vorremmo che tu ci parlassi un poco di te, di te come donna e come rivoluzionaria che si unì alla difficile lotta armata del suo popolo.
AMA.: Per prima cosa un saluto a tutti i compagni di "comunicazione antagonista", sperando che questo sia l'inizio di una relazione fatta di dialoghi e di contributi critici.
Rispondendo alla vostra prima domanda, dico che è difficile parlare di sé stessi. Lo ho già fatto in un libro che fu pubblicato un anno fa in Guatemala con il titolo "Questa ostinata volontà di sopravvivere. Autoetnografia di una donna guatemalteca". Questo libro mi riporta ad un periodo triste e doloroso della mia vita, prodotto da una situazione che sembrava portarmi alla morte (avevo avuto due infarti gravi ed uno dietro l'altro) e per questo ho pensato che attraverso questo libro dovevo in qualche modo far sentire la mia voce, che per essere stata non solo quella di una donna ma di una donna sempre critica, era stata ogni volta tacitata dai compagni delle organizzazioni nelle quali aveva militato. (Continua)
Pubblichiamo la lettera aperta della cooperativa Nuevo Horizonte di solidarietà con il popolo palestinese e di denuncia dei crimini dello stati israeliano e la risposta dell'Unione dei Comitati palestinesi della donna
LETTERA PUBBLICA
ALLE COMUNITÀ, ASSOCIAZIONI ED ORGANIZZAZIONI POPOLARI D'ITALIA PER CONDANNARE LA GUERRA DI AGGRESSIONE ED IL GENOCIDIO CONTRO I POPOLI FRATELLI DEL LIBANO E DELLA PALESTINA E SVILUPPARE UN PICCOLA PROPOSTA DI SOLIDARIETÀ.
CARE/I COMPAGNE/I, SORELLE/FRATELLI ED AMICHE/I:
VI PARLANO LE DONNE E GLI UOMINI DELLA COOPERATIVA AGRICOLA "NUEVO HORIZONTE" UBICATA NEL PETÉN, NEL NORD DEL GUATEMALA.
CI PERMETTIAMO DI INVIARE A VOI QUESTA LETTERA PUBBLICA, ANCHE PERCHÉ SIAMO STATI DIVERSE VOLTE IN ITALIA, NELLE GRANDI COME NELLE PICCOLE CITTÀ, PER REALIZZARE INIZIATIVE DI RECIPROCA SOLIDARIETÀ CON L'INTENZIONE DI CONTRIBUIRE A CHE I NOSTRI POPOLI POSSANO RAGGIUNGERE UN CAMBIO SOCIALE CHE PERMETTA UNA VITA DIGNITOSA PER TUTTI, COSA CHE VEDE LA PACE COME CONDIZIONE PRIMORDIALE.
LA CONOSCENZA DIRETTA DELLA GENTE D'ITALIA, CI RENDEVA SICURI CHE DI FRONTE ALL'AGGRESSIONE DELLO STATO D'ISRAELE CONTRO I POPOLI DEL LIBANO E DELLA PALESTINA, VI SAREBBE STATA UNA FORTE CAMPAGNA DI APPOGGIO POLITICO E DI SOLIDARIETÀ CON ESSI. (Continua)
Pubblichiamo il documento che espone i principi e il programma generale del Movimiento Teresa Rodríguez
Qué somos, Qué queremos, Cómo pensamos lograrlo
INTRODUCCIÓN
¿Qué es el Movimiento Teresa Rodríguez?
El Movimiento Teresa Rodríguez es una organización popular que lucha por el cambio social.
¿Por qué una organización? (Continua)
Intervento al seminario di Giorgio Ferrari di Rossovivo
La società civile e la guerra
In occasione del Montreal International Forum dello scorso giugno (massima espressione dell'associazionismo non governativo), il segretario dell'Onu Kofi Annan definì la società civile come la nuova superpotenza mondiale. Per altri versi e con maggior valenza concettuale, la recente Costituzione europea, introducendo il principio della democrazia partecipativa (Titolo VI, Artt. I-47; I-50) riconosce alla società civile e alle sue associazioni il ruolo di interlocutore delle istituzioni.
Ma che cos'è la "società civile"? La definizione più semplice che ne abbiamo è quella di comprendervi tutto ciò (o quasi) che non fa parte dello Stato, che non opera come lo Stato in quanto espressione di diritti naturali dell'individuo e di gruppi sociali (coesistenti, pre-esistenti o comunque indipendenti dallo Stato) che come tali limitano e restringono la sfera del potere politico. (Continua)
Per dare una percezione più concreta della situazione colombiana e del clima politico perpetuato dall'attuale governo del presidente Alvaro Uribe, che Europa e Italia accreditano come democratico, pubblichiamo una lettera di minacce inviata dai gruppi paramilitari a diversi movimenti sociali e organizzazioni popolari e per ladifesa dei diritti umani colombiane.
De: Colombia Comuntaria Via Democratica Armada [mailto:viacomunitaria2019@yahoo.es]
Enviado el: Lunes, 05 de Febrero de 2007 02:56 p.m.
CC: salvatoremancuso@salvatoremancuso.com; porcaminosdepaz@yahoo.es; convergencia@intercable.net.co; colombiasincomunistas@yahoo.es
FINO ALLA MORTE CON IL PRESIDENTE URIBE, GRAN FIGLI DI PUTTANA Comunicato per tutti i servi delle FARC mascherati da civiliColombia libera dai comunisti (Continua)
È MORTO ENRIQUE GORRIARÁN MERLO, INTERNAZIONALISTA ARGENTINO Foto:
Il rivoluzionario argentino Enrique Gorriarán Merlo (1941 – 2006) conosciuto anche, tra i suoi tanti nomi di battaglia, come "El Pelado" è morto il 22 settembre a Buenos Aires. È vissuto in clandestinità dal marzo del 1970 sino all'ottobre del 1995, data del suo arresto in Messico.La sua storia personale è assolutamente intrecciata con quella dei vari movimenti rivoluzionari anticapitalisti ed antimperialisti della America Latina, che dal 1960 in poi praticarono la lotta armata come metodo principale di scontro. Fondatore nel 1970, insieme a Mario Roberto Santucho ed a altri, dell'Esercito Rivoluzionario del Popolo (ERP), è in prima fila nella lotta che la sua organizzazione (PRT-ERP: marxista, leninista e guevarista) sviluppa in Argentina per la costruzione del socialismo. Il golpe di stato del 1976, lo motiva, assieme ad altri compagni, a lasciare il paese, allargando la prospettiva di lotta a tutto il continente latinoamericano. Sono i tempi del Nicaragua, del Guatemala del Salvador, dell'Honduras; la punta di lancia dello scontro antimperialista si trasferisci quindi, per lui come per molti altri, nelle selve e nelle città del Centro America. (Continua)
IL SILENZIO SULLE PROPRIETÀ COLLETTIVE. IN MOVIMENTO PER LA RIAPPROPRIAZIONE.
Processi di espropriazione e di sfruttamento nelle globalizzazioni del Capitale - Tradizioni della Cooperazione Antagonista
(fabrizio bertini)
L' incontro di Lucca - "E' finita l' epoca delle Ong. Dall' Aiuto allo Sviluppo alla Cooperazione Antagonista contro guerra e neoliberismo", 5/6 novembre 2005 - assume Ong e Cooperazione Antagonista come termini di una contrapposizione strutturale.
Nel suo intervento - "La società civile e la guerra" - Giorgio Ferrari sviluppa una indagine critica del concetto di 'società civile', la cui espressione principale e più diffusa nella contemporaneità viene identificata nelle Organizzazioni non governative (Ong).
Secondo Ferrari, le interpretazioni prevalenti della 'società civile' - da quella propria della tradizione giusnaturalistica, a quella di Hegel che la concepisce come " momento giuridico amministrativo delle relazioni tra gli uomini, mentre lo Stato vero e proprio avrebbe rappresentato il momento etico-politico", a quella di Marx che "riconduce l' analisi della società civile nell' ambito dell' economia politica proprio in quanto le istituzioni politiche si basano sui rapporti materiali dell' esistenza dai quali prende origine la società civile" - la descrivono come una delle manifestazioni della società borghese. (Continua)
IL NO PROFIT, IL VOLONTARIATO, LE CONTRADDIZIONI "ALL’INTERNO"
Intervento di: un Compagno del Centro Sociale "Godzilla" di Livorno
Il fenomeno del non-profit è in continua ascesa, almeno dal punto di vista quantitativo, favorito dal contesto politico, economico e sociale in cui stiamo vivendo. Abbiamo constatato come negli ultimi anni sia cresciuta l’attenzione del mondo politico nei confronti di questo settore attraverso una costante produzione normativa e attraverso l’istituzione di appositi comitati di studio e osservatori nazionali. Il mondo politico, infatti, si è reso conto dell’originalità delle risorse e delle strategie del terzo settore, che già da molti anni ha conquistato un suo spazio autonomo all’interno della società.
Il problema consiste nel distinguere tra le attività che rientrano in un terzo settore, davvero diverso dal mercato, e quelle che, al contrario, allargano l’ambito mercato e il suo dominio sui diversi aspetti della vita sociale o addirittura favoriscono alcune sue forme deteriori. Per distinguere in questo senso occorre invece considerare il significato sociale delle organizzazioni, esaminandone gli scopi e la struttura interna. Si pensi ad esempio all’ambiguo significato che rischiano di avere organizzazioni (no profit?) che si occupino dello smistamento di lavoratori in impieghi temporanei. (Continua)
La Federacion Nacional Sindical Unitaria Agropecuaria FENSUAGRO - CUT Colombia
Denuncia di fronte all'opinione pubblica nazionale e internazionale l'assassinio del leader contadino Luis Miguel Gomez Porto e l'arbitraria detenzione del compagno José Pineres, membri della nostra organizzazione
Continua l'attacco militare e paramilitare contro la popolazione dei Montes de Maria e i dirigenti del FENSUAGRO
Il compagno Luis Miguel Gomez Porto era originario del municipio di Corozo, Dipartimento di Sucre, aveva trentasei anni e un figlio di tredici. Proveniva da una famiglia umile e di grandi tradizioni di lotta per la difesa della terra, che con il suo lavoro ha contribuito allo sviluppo economico, sociale e comunitario di quella regione. Si è distinto come grande leader sindacale dentro il Sindacato dei piccoli e medi agricoltori del Dipartimento di Sucre - SINDAGRICULTORES, come un gran leader comunitario dentro l'Associazione delle Giunte di Azione comunale dei villaggi dei Montes de Maria del municipio di Ovejas e, grande leader contadino, fece parte della Federazione di Azioni Comunali del dipartimento di Sucre e del Comitato per i diritti umani. (Continua)
Messico, ottobre 2003
Una delle iniziative delle Brigate di solidarietà e per la pace, già dal 2003, è stata l’apertura di un confronto con la realtà cubana e specificamente con il Ministero della cultura del governo di Cuba. Pensiamo che in questa fase sia importante contribuire a rompere l’isolamento politico ed economico dell’isola e la stessa crescente minaccia militare da parte degli Stati Uniti. Non intendiamo assumere acriticamente la lettura che della situazione cubana viene proposta dall’imperialismo (in questo USA e Europa sono uniti), né accettare passivamente le pretese di ingerenza degli Stati Uniti in quanto “portatori di democrazia”. Per questo vogliamo spiegare la realtà di Cuba e dare voce alle ragioni e alle posizioni cubane, normalmente censurate o mistificate dai mezzi di informazione; questo certo senza riproporre vecchi stereotipi o acritiche esaltazioni ormai del tutto insensate, senza tralasciare o nascondere i limiti, i difetti e le contraddizioni; non ci interessa insomma il ruolo di semplici portavoce del governo cubano nel nostro paese. Ma crediamo non si possano dimenticare le conquiste sociali della rivoluzione nell’ambito dell’alimentazione, della salute, dell’educazione, ecc. Conquiste che rendono impossibile il confronto con la realtà di un continente devastato sul piano sociale ed economico e insanguinato dai colpi di stato e dalle dittature. Né si può ignorare che Cuba rappresenta ancora oggi, per i popoli dell’America Latina una vittoria, un esempio di dignità, di difesa della propria sovranità, una alternativa al ruolo di predati che subiscono da più di 500 anni. (Continua)





