PERCHÉ INGRID BETANCOURT E NON RUBY CASTAÑO
In occasione della presenza in Italia di Ingrid Betancourt e in particolare della scelta del Comune di Firenze di conferirle la cittadinanza onoraria, riteniamo necessario fare chiarezza sui molti aspetti che il clamore mediatico intorno alla figura della ex candidata presidenziale, ha sistematicamente taciuto, soprattutto sulla attuale situazione della Colombia. Lo Stato colombiano è riconosciuto a livello internazionale come una piena democrazia, fondata sullo stato di diritto e su libere elezioni e in cui sono garantiti i diritti civili, politici e sindacali. L’attuale governo del presidente Álvaro Uribe Velez gode della legittimazione dei governi europei e dell’Italia. Ma la realtà è un’altra. (Continua)
Lotta per la terra e terrorismo di stato in Colombia
Nelle ultime settimane si sono susseguite gravissime minacce di morte e azioni intimidatorie contro esponenti della Commissione Justicia y Paz, impegnati nel Dipartimento del Chocò, nel nord ovest della Colombia. Questi i fatti: a partire dal 24 agosto scorso si sono succedute, l’ultima per ora il 6 settembre, una serie di telefonate minatorie a nome delle Águilas Negras, nuova sigla delle mai disciolte formazioni paramilitari, nelle quali si intimava agli esponenti di J y P di lasciare immediatamente la regione minacciando di morte loro e le loro famiglie. Il 30 agosto alcuni uomini sono entrati, durante la notte nella Zona Umanitaria di Camelia, cercando di raggiungere la casa dove dormivano gli esponenti della Commissione e solo la vigilanza della comunità ha permesso di metterli in fuga. (Continua)
Contra el terrorismo de estado
Toscana, Italia 09.09.2008
FRANCISCO SANTOS Vicepresidente de la República, MARIO IGUARAN ARANA Fiscal General de la Nación, EDGARDO MAYA VILLAZON Procurador General de la Nación, VOLMAR PEREZ Defensor Nacional del Pueblo, SABAS PRETELT DE LA VEGA Embajador de Colombia en Italia
Reciban un respetuoso saludo
Queremos solicitar la atención y la intervención de Ud.s sobre los recientes graves echos en contra de los defensores de derechos humanos de la Comisión Intereclesial de Justicia y Paz, que acompañan las Zonas Humanitarias y Zonas de Biodiversidad en Curvaradó, Jiguamiandó, Cacarica. Es decir las amenazas de muerte realizadas a nombre de las “Águilas Negras” y la retención y rapto de que fue objeto uno de ellos. (Continua)
Agosto 2007: una delegazione delle Brigate di solidarietà e per la pace in Colombia
Agosto 2007: una delegazione delle Brigate di solidarietà e per la pace è stata in Colombia per appoggiare il processo delle Comunità in Resistenza Civile, delle Zone Umanitarie nei dipartimenti del Chocó e del Meta.
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Per il secondo anno, tra luglio e agosto del 2007, le Brigate di solidarietà e per la Pace (Brisop) sono tornate in Colombia nel quadro dei rapporti di collaborazione e solidarietà dal basso con la Commissione Interecclesiale di Justicia y Paz (J.yP.) e le Comunità in Resistenza Civile. (Continua)
Libertà per Fanny Perdomo Hite
Fanny Perdomo Hite una donna di 48 anni, contadina del dipartimento del Meta vittima di sfollamento forzato insieme ad altre migliaglia di persone ad opera dell'esercito colombiano e delle forze paramilitari, sorella di Reinaldo Perdomo Hite, leader contadino assassinato dai paramilitari nel 2003. Dal maggio 2006, in seguito ad una montatura del governo colombiano si trova in carcere con l'accusa totalmente infondata di essere un membro delle FARC e di aver partecipato ad un sequestro. Il 23 ottobre 2007 è iniziato il processo nel quale Fanny rischia una condanna a molti anni di carcere. Per questo è in corso una campagna di solidarietà per ottenere la sua liberazione. Invitiamo tutti a firmare la seguente lettera di solidarietà, con nome cognome ed estremi di un documento d'identità e a inviarla alla Commissione interecclesiale di Justicia y Paz che provvederà a farle pervenire alle autorità competenti. justiciaypaz@coldecon.net.co (Continua)
Intervista con un esponente della Commissione interecclesiale Justicia y Paz (Colombia)
Colombia: tra Neoliberismo e Paramilitarismo La situazione della Colombia non è slegata da quella di tutti gli altri paesi dell'America Latina e in generale del sud del mondo che dall'epoca coloniale ad oggi sono stati destinati alla produzione di materie prime ed i cui popoli sono stati sfruttati come manodopera a basso costo per gli imperi coloniali e neocoloniali. La garanzia dello sfruttamento delle risorse naturali, di cui hanno bisogno le grandi potenze industriali, ha implicato il rafforzamento degli apparati militari nel mondo; nel caso colombiano lo sfruttamento delle risorse naturali si realizza su territori abitati da contadini, popoli indigeni e afrodiscendenti [1] che hanno sviluppato, contro i tentativi di sfruttamento, diverse forme di resistenza. Per fare fronte alle forme di resistenza che le comunità hanno sviluppato è stato necessario, da parte degli stati, lo sviluppo di una strategia: una strategia di tipo militare e una di tipo sociale funzionale alla prima.
La Commissione interecclesiale Justicia y Paz della Colombia nasce intorno alla metà degli anni ’90 come organismo di difesa dei diritti umani, con l’obiettivo di denunciare, di fronte all’opinione pubblica ed alle istituzioni giudiziarie nazionali e internazionali, i crimini commessi dalla stato colombiano, attraverso l’esercito e i paramilitari, contro la popolazione civile ed ogni espressione di opposizione, chiedendo la punizione dei colpevoli e il riconoscimento e il risarcimento delle vittime. In particolare una politica pianificata di minacce, sparizioni e massacri ha prodotto lo sfollamento forzato di decine di migliaia di contadini dalle loro terre, consegnate a grandi imprese colombiane ed estere per lo sfruttamento delle risorse naturali (petrolio, acqua, legname) e per la coltivazione estensiva, soprattutto di palma africana o da olio. Dal 2000 Justicia y Paz svolge un ruolo di accompagnamento e protezione di quelle comunità contadine, indigene e afrodiscendenti che hanno deciso di riprendersi le proprie terre o di resistere ai tentativi di sfollamento, dando vita a Zone Umanitarie organizzate, al loro interno, su criteri alternativi per quanto riguarda i processi decisionali e partecipativi, le forme della produzione, le strutture e i contenuti educativi e sanitari.
La Palma e il Paramilitatrismo
Intervista a Rubelia integrante della comunità in resistenza civile CIVIPAZ del dipartimento del Meta, appoggiata dalla Commissione interecclesiale Justicia y Paz - realizzata in agosto 2007 durante la permanenza delle Brigaste di solidarietà e per la pace nelle zone Umanitarie del Meta e del Chocò
La mia vita, come traiettoria personale, è stata un tragedia tutta la vita. Ho subito, con la mia famiglia, il primo despalazamiento all'età di 5 anni.La mia famiglia era originaria della regione del Huila ed era una famiglia Liberale.Mio padre non volle cedere alle minacce dei Conservatori, forti negli "anni della violenza", ed essi non solo cercarono di ucciderlo ma avrebbero ucciso tutta la famiglia come erano soliti operare. Un giorno mio padre venne avvisato da un conoscente di ciò che si stava preparando contro di noi; erano le 21.00 della sera e dopo poche ore, alle 5.00 di mattina, partimmo, abbandonando la casa e tutto. Portammo con noi solo due cavalli, pochi vestiti e il mangiare necessario ad affrontare i due giorni di viaggio che ci aspettavano. (Continua)
DeVer 386 De la Siega de la palma a la Siembra
12 días, en medio de amenazas de operaciones de las "Aguilas Negras", en medio de amenazas de muerte a los afrocolombianos y a los gringos, en medio de la intensificación de las actuaciones empresariales con la extracción del fruto los afrocolombianos y mestizos, iniciaron la preparación de la tierra para la siembra, aunque aún esperan la restitución de la propiedad individual y colectiva de las tierras que han habitado ancestralmente desde hace más de 120 años. Y que desde hace 10 en desarrollo de operaciones paramilitares, les fueron usurpadas y ocupadas ilegalmente para ser sembradas en palma de aceite.
Todas las cosas tienen su tiempo, dice la sabiduría de una tradición, ese tiempo de 12 días en el Curvaradó fue el tiempo de la siega.
No estaba nada calculado. Lo único que fluía en los cuerpos era la inspiración que nace de la memoria. El deseo, la utopía del corazón, el amor por lo propio, por la dignidad lacerada, la pasión por la propia tierra arrebatada, el recuerdo de lo perdido, de lo destruido, la experiencia de versen burlados por la justicia penal. Ellas y ellos, de diversas edades con los brazos dispuestos al azadón, al hacha, a los espontáneos abrazos. Ellas y ellos con el rostro expuesto al sol, a la mirada vigilante, al llanto y al horizonte. (Continua)
DeVer 382 - La siega de la palma COSECHANDO DE LA MEMORIA
Comisión Etica en el Curvaradó. Ante la palma de muerte: la siega y la siembra
La Comisión Etica de la Memoria se desplazó al Curvaradó, luego de compartir una noche de ritual con el Pueblo Kankuamo y de participar en el Encuentro de Víctimas de Organizaciones Sociales. En medio del desierto verde de la palma en el Bajo Atrato, Chocó, sembrado sobre impunidad e ilegalidad, sobre crimen y corrupción, allá en el Curvaradó en la propiedad de la Familia RENTERIA en Cetino y la propiedad de la familia PETRO empezaron el tiempo de la ciega y el tiempo de la siembra.
La Comisión Ética de la Memoria en Crímenes de Lesa Humanidad además de recolectar y documentar la memoria colectiva de comunidades afectadas por la violencia institucional, ha acompañado en terreno la propuesta de afirmación de dignificación de las comunidades, en este caso respecto, a las tierras apropiadas ilegalmente por los paramilitares. (Continua)
Per dare una percezione più concreta della situazione colombiana e del clima politico perpetuato dall'attuale governo del presidente Alvaro Uribe, che Europa e Italia accreditano come democratico, pubblichiamo una lettera di minacce inviata dai gruppi paramilitari a diversi movimenti sociali e organizzazioni popolari e per ladifesa dei diritti umani colombiane.
Le Zone Umanitarie: una esperienza di affermazione dei diritti
Intervista a Rubelia della zona umanitaria CIVIPAZ - Meta, Colombia
Curvaradò agosto 2007 in lotta per la riappropriazione
Curvaradò agosto 2007 il taglio della palma e la semina
Il governo Uribe e i paramilitari
Enviado el: Lunes, 05 de Febrero de 2007 02:56 p.m.
CC: salvatoremancuso@salvatoremancuso.com; porcaminosdepaz@yahoo.es; convergencia@intercable.net.co; colombiasincomunistas@yahoo.es
FINO ALLA MORTE CON IL PRESIDENTE URIBE, GRAN FIGLI DI PUTTANA Comunicato per tutti i servi delle FARC mascherati da civiliColombia libera dai comunisti (Continua)
Assassinato sindacalista di FENSUAGRO
La Federacion Nacional Sindical Unitaria Agropecuaria FENSUAGRO - CUT Colombia
Denuncia di fronte all'opinione pubblica nazionale e internazionale l'assassinio del leader contadino Luis Miguel Gomez Porto e l'arbitraria detenzione del compagno José Pineres, membri della nostra organizzazione
Continua l'attacco militare e paramilitare contro la popolazione dei Montes de Maria e i dirigenti del FENSUAGRO
Il compagno Luis Miguel Gomez Porto era originario del municipio di Corozo, Dipartimento di Sucre, aveva trentasei anni e un figlio di tredici. Proveniva da una famiglia umile e di grandi tradizioni di lotta per la difesa della terra, che con il suo lavoro ha contribuito allo sviluppo economico, sociale e comunitario di quella regione. Si è distinto come grande leader sindacale dentro il Sindacato dei piccoli e medi agricoltori del Dipartimento di Sucre - SINDAGRICULTORES, come un gran leader comunitario dentro l'Associazione delle Giunte di Azione comunale dei villaggi dei Montes de Maria del municipio di Ovejas e, grande leader contadino, fece parte della Federazione di Azioni Comunali del dipartimento di Sucre e del Comitato per i diritti umani. (Continua)
Accordi economici Venezuela-Colombia. Chi ascolta il popolo colombiano?
Attraverso diversi mezzi di comunicazione, siamo venuti a conoscenza della concretizzazione della prima fase di un progetto energetico di grande portata. Si tratta del gasdotto che unirà Maracaibo, in Venezuela, con Punta Ballenas nella Guajira colombiana. L'otto luglio passato i presidenti Uribe e Chavez, con la presenza di Torrijos, presidente di Panamà, hanno fatto la prima riunione che ha inaugurato la costruzione del gasdotto. Questo fatto si inquadra nelle già note pretese del mercato globale dell’energia, articolate nella Iniziativa per l’Integrazione dell’Infrastruttura Regionale Sudamericana (IIRSA) e nel SIEPAC (Sistema di interconnessione Elettrica per l’America Centrale), nei quali l’impresa colombiana ISA (Interconnessione elettrica S.A.) è coinvolta.Da un lato e dall’altro della frontiera, il popolo originario Wayú e, in Colombia, i meticci, gli afrodiscendenti e gli indigeni sono stati sorpresi dagli effetti del pragmatismo politico, che annuncia "venti di progresso" costruiti sull'impunità dei crimini di lesa umanità, sulla negazione del diritto all'esistenza e sulla distruzione ambientale. La simbolica presenza del presidente di Panama all’incontro, ha lasciato intravedere quello che già da tempo abbiamo ripetutamente affermato. (Continua)