La discussione che cerchiamo di portare ogni volta in un’iniziativa su Cuba deve essere indirizzata a nostro avviso, su cosa sia diventato questo paese, frutto di una rivoluzione, che esiste in un momento in cui gli ideali ed i principi a cui si richiama sono classificati come defunti, se non alieni e banditi da gran parte degli stati. E’ però essenziale liberarsi da un comodo fascino per la leggendaria impresa iniziata da poche decine di uomini, che costringe la riflessione ad un passato memorabile certamente, che viene prolungato o accorciato a seconda dei riferimenti ideologici, politici e culturali a cui ognuno piace guardare, ma ci allontana dal tentativo di dare un’azzeccata valutazione sulla Cuba attuale.
Fermarsi solo a magnificare i progressi cubani nella sanità o nell’educazione oscura le difficoltà vissute dalla popolazione cubana vittima di un interminabile embargo e le contraddizioni che si manifestano inequivocabilmente sul cammino per la costruzione di un’altra società. (Continua)
0. QUADRO DI LETTURA.
Le BRISOP ricevono in marzo un invito ufficiale dalla Unione degli Scrittori ed Artisti di Cuba (UNEAC) per presentare in Sancti Spíritus il documentario -da noi autoprodotto- "Rapporto al Che" e contemporaneamente partecipare al seminario "Il movimento della sinistra latinoamericana e la sua importanza nella fase attuale", organizzato da diverse realtà politico-culturali della provincia di Sancti Spíritus.
L’invito alle BRISOP da parte della UNEAC, si inquadra nel principio della reciprocità; ovvero, è la risposta alle attività culturali e politiche svolte in Italia nell’ottobre-novembre 2006 da due suoi membri: la poetessa Liudmila Quincoses e lo sculture Julio Neira.
Come è noto, dalle 12 unità che inizialmente dovevano conformare la missione BRISOP a Cuba, siamo passati a 3 unità: perdite che ricordano gli attacchi frontali di fanteria a massa, sotto fuoco ininterrotto di saturazione.
Le attività vere e proprie sono iniziate il 23 aprile e terminate il 22 maggio. (Continua)
Dichiarazione Finale
Primo Incontro di Solidarietà e Pace
Sancti Spiritus, Cuba, 28 Aprile 2007
In un Aprile caldo, per la temperatura e l'amicizia, sotto l'ombra degli alberi e avvolti dalla magia naturale del "Patio de la Poesia" della UNEAC
ci siamo riuniti Italiani e Cubani nel primo Incontro di Solidarietà e Pace organizzato dalla UNEAC a Sancti Spiritus con le Brigate di Solidarietà e Pace della Toscana, Italia.
In un ambiente accogliente e amicale, abbiamo riflettuto sulle differenti situazioni mondiali e sul ruolo della sinistra in diverse circonstanze e paesi. Utilizziamo e valorizziamo la cultura come uno strumento per avvicinare i nostri popoli e affrontare questa epoca storica complessa e difficile che ci è toccato vivere. (Continua)
Il 16 e il 17 giugno del 1998 nella capitale cubana si realizzò un incontro tra una delegazione ufficiale statunitense (tra cui due esponenti dell’FBI) e le autorità di sicurezza cubane. In questa occasione alle autorità statunitensi presenti furono fornite numerose prove delle attività terroristiche di quaranta persone (tutte residenti in territorio Usa) volte a colpire la popolazione e l’economia cubana. La risposta statunitense arrivò tre mesi dopo con l’arresto di cinque cubani: Gerardo Hernández, Ramón Labanino, René González, Antonio Guerrero e Fernando González.
I Cinque (due di loro sono cittadini statunitensi figli di cubani fuggiti negli Stati Uniti durante la dittatura di Batista) avevano il compito di infiltrarsi nelle organizzazioni con sede a Miami che pianificavano, finanziavano e realizzavano azioni criminali fuori e dentro il territorio cubano. Organizzazioni come la Fondazione Nazionale Cubano Americana (FNCA), voluta dall’ex-presidente Ronald Reagan, Cuba Indipendente y Democratica, Comandos F-4, Hermanos al Rescate, Comandos L, Alpha 66, Brigada 2506 sono, insieme a tante altre, tutte responsabili di attacchi sul suolo cubano o contro obiettivi ritenuti determinanti per destabilizzare il governo dell’isola (da incursioni aeree, ad attacchi a strutture turistiche, una di queste uccise nel ’98 un ragazzo italiano, al sequestro di imbarcazioni ed aerei, attentati a dirigenti cubani e a Fidel Castro, fino a vere e proprie stragi come l’abbattimento dell’aereo della Cubana de Aviación il 6 ottobre del 1976 con 73 vittime). (Continua)
Da impiegato di una società multinazionale a terrorista: il percorso criminale di Luis Posada Carriles.
Da impiegato della multinazionale nordamericana Firestone negli anni ’50, Carriles diventa collaboratore della polizia batistiana e informatore dell’FBI. Ma è la rivoluzione cubana a rappresentare l’occasione per specializzarsi come terrorista. Partecipa fin dal ’60 ad attività di sabotaggio sul territorio cubano prima di chiedere asilo all’ambasciata Argentina e partire con un salvacondotto per Miami.
E’ tra i primi ad arruolarsi (per ordine della CIA) nelle organizzazioni controrivoluzionarie che si preparano all’invasione di Playa Girón, anche se poi starà molto attento a non partecipare direttamente all’attacco.
Negli Stati Uniti aderisce al Movimiento Nacionalista Cubano (MNC) e si arruola nell’esercito statunitense. Nella base militare di Fort Benning (Georgia)con il grado di tenente si specializza in strategie contro-insurrezionali, raid navali e tecniche di uso di esplosivi. (Continua)
Messico, ottobre 2003
Una delle iniziative delle Brigate di solidarietà e per la pace, già dal 2003, è stata l’apertura di un confronto con la realtà cubana e specificamente con il Ministero della cultura del governo di Cuba. Pensiamo che in questa fase sia importante contribuire a rompere l’isolamento politico ed economico dell’isola e la stessa crescente minaccia militare da parte degli Stati Uniti. Non intendiamo assumere acriticamente la lettura che della situazione cubana viene proposta dall’imperialismo (in questo USA e Europa sono uniti), né accettare passivamente le pretese di ingerenza degli Stati Uniti in quanto “portatori di democrazia”. Per questo vogliamo spiegare la realtà di Cuba e dare voce alle ragioni e alle posizioni cubane, normalmente censurate o mistificate dai mezzi di informazione; questo certo senza riproporre vecchi stereotipi o acritiche esaltazioni ormai del tutto insensate, senza tralasciare o nascondere i limiti, i difetti e le contraddizioni; non ci interessa insomma il ruolo di semplici portavoce del governo cubano nel nostro paese. Ma crediamo non si possano dimenticare le conquiste sociali della rivoluzione nell’ambito dell’alimentazione, della salute, dell’educazione, ecc. Conquiste che rendono impossibile il confronto con la realtà di un continente devastato sul piano sociale ed economico e insanguinato dai colpi di stato e dalle dittature. Né si può ignorare che Cuba rappresenta ancora oggi, per i popoli dell’America Latina una vittoria, un esempio di dignità, di difesa della propria sovranità, una alternativa al ruolo di predati che subiscono da più di 500 anni. (Continua)





