Intervista a Rony sul progetto di Nuevo Horizonte e la continuità dalla lotta

Intervista realizzata nel 2003 a Eucebio Figueroa "Rony" ex capitano guerrigliero delle Far, allora presidente della Cooperativa agricola integrale Nuevo Horizonte e oggi responsabile delle relazioni internazionali

Rony

Ma l’esercito e il governo sconfiggono la guerriglia massacrando più di 15.000 persone, costringendoli ad un ripiegamento di sopravvivenza per non essere uccisi come gli altri compagni. In questo momento accade una tappa fondamentale per la riorganizzazione della guerriglia: nel Petén operano un gruppo di preti spagnoli che aderiscono alla teologia della liberazione diffondendo nei villaggi, fra i contadini, idee di uguaglianza ed organizzandoli insieme, perché uniti potessero combattere contro il governo militare. Nascono tra i contadini numerosi "catechisti", gente del popolo che di villaggio in villaggio si organizzano per sopravvivere e insieme lottare. Mio padre, che con la sua famiglia molto povera si trasferisce nel Petén e diventa un "catechista", dividendo con gli altri contadini i raccolti che ottenevano dalla terra, si organizzano insieme ai sopravvissuti della guerriglia che ripiegano nel Petén. Si ha così un rafforzamento ed una riorganizzazione di quello che sarà il nuovo movimento guerrigliero attraverso l’unificazione di questo lavoro di base dei catechisti della teologia della liberazione con i resti guerriglieri. A questa riorganizzazione prendono parte quelli che ora vivono in Nuevo Horizonte. Va tenuto presente che la maggioranza io compreso eravamo tutti bambini che non ne sapevano nulla di guerra, ma imbracciarono le armi per sopravvivere alla repressione dell’esercito. Un esempio fu la compagna con cui vivo che bambina di nove anni fu costretta dai militari a torturare suo padre facendoli bere molti litri di acqua per farlo parlare. Ciò è ancora impresso nella sua memoria perché è convinta di avere contribuito a uccidere suo padre. Questi bambini non avevano altra via di sopravvivenza che incorporarsi nella guerriglia. Questa repressione costringe mio padre a vivere da clandestino, senza vedere più la moglie e i suoi figli. Nonostante fossimo in guerra sapevamo che i principali nemici non erano i semplici soldati ma l’oligarchia guatemalteca e l’imperialismo nordamericano che armavano questi giovani affinché garantissero i loro interessi. Per cui si fronteggiavano due modi diversi di praticare la guerra: l’esercito che era una vera e propria macchina assassina e la guerriglia che combatteva con principi etici. Quello che occorse al popolo guatemalteco fu un vero genocidio con il principio della "terra bruciata": ammazzare le famiglie dei guerriglieri e chi potesse solidarizzare con loro. Ma gli stessi motivi che vi erano allora per fare la guerriglia ci sono ancora oggi, perché una riforma agraria, per esempio, porterebbe il governo con gli stessi latifondisti a combatterla nella stessa maniera di allora. Nella "base 23" di S. Melena ci sono circa 79 specialisti in sicurezza che devono controllare sindacalisti, contadini e gli stessi ex guerriglieri di nuevo horizonte. Per cui noi come allora stiamo costruendo un movimento pacifico che lotti oggi per una migliore qualità della vita, affinché i nostri figli non passino quello che abbiamo passato noi allora. Il governo Nordamericano, come le multinazionali sono tutt’oggi i veri terroristi che continuano a bombardare, come bombardavano la popolazione inerme allora.

Nuevo Horizonte ha una caratteristica particolare: tutti quelli che dettero origine alla cooperativa fecero parte della guerriglia, chi con 10 anni, chi con 17-18 anni passati in montagna nella guerra civile guatemalteca. Sono compagni che portano con sé il bagaglio di esperienza passata insieme in montagna con propri principi e convinzioni che sono le basi che hanno originato la costruzione di Nuevo horizonte, senza i quali non avremmo superato tutte le difficoltà iniziali. Questa ventennale esperienza guerrigliera permette alla cooperativa di avere capacità progettuale, di pianificazione e organizzazione sociale, che insieme alla capacità di critica e autocritica che abbiamo, pongono N.H. ad essere un modello nuovo di vita cui fare riferimento. Un modello di organizzazione sociale nuovo che con la propria attività politica è un’indicazione di continuità con la politica passata. Analizziamo la fase congiunturale politica a tutti i livelli, da quelli globali a quello del Petén e pensiamo che 36 anni di guerra civile non hanno cambiato le condizioni di vita della base e dopo gli accordi di pace le cose sono rimaste le stesse. Ciò per noi non deve essere motivo di frustrazione, bensì motivo di fuoriuscita di energie, motore per ricominciare a lottare. N.H. per noi ha questo significato speciale di resistenza a quello che l’imperialismo USA ci impone con l’ALCA, il PPP, il TLC che sono parte integrante del progetto neoliberista di sfruttamento globalizzato. Dobbiamo porci insieme al popolo guatemalteco, davanti ai compagni morti in guerra, come nuovo modello di organizzazione e giustizia sociale e di partecipazione collettiva. Questo è quello che nel nostro piccolo, con le nostre poche risorse cerchiamo di attuare.

Al TLC dei padroni rispondiamo e proponiamo un mercato alternativo più giusto che tenga conto del produttore come del consumatore. Gli Stati Uniti che detengono tecnologie e sussidi producono mais ad un basso costo rispetto a noi produttori guatemaltechi, cosicché avviene una saturazione del mercato interno con il mais nordamericano a bassissimo costo. Noi come N.H. ci stiamo ponendo il problema di organizzare con altri villaggi e altre cooperativa di contadini, la costruzione di un mercato solidale che cerchi di superare questi problemi.

Riguardo al mercato alternativo e solidale stiamo organizzando un foro centroamericano che si ponga alcuni obiettivi: coordinare le lotte contro il sistema, in particolare il PPP e TLC; a livello territoriale e dipartimentale cerchiamo di sviluppare un intercambio commerciale tra municipio e municipio e tra cooperativa e cooperativa con l’intento di abbattere il potere degli intermediari delle grandi imprese che pagano poco i produttori e alzano i prezzi degli stessi prodotti per i consumatori. A livello centro americano, specialmente con i compagni nicaraguesi e salvadoregni, cerchiamo di capire ciò che produciamo, per scambiare quello che sui propri territori non viene prodotto. Altro progetto è quello di sviluppare l’uso di sementi locali e non quelle geneticamente modificate e costruire un banco popolare delle sementi.

Questo mercato alternativo non è la soluzione al problema della terra, bisogna portare i due fronti di lotta sulla stessa linea. Dopo gli accordi di pace non è stato fatto un passo avanti per la redistribuzione della terra, come invece era nei patti. Dopo di che dobbiamo portare i compagni contadini ad una educazione per l’uso della terra, cioè ad usarla nel migliore dei modi ed alimentare poi il mercato alternativo. Questi due piani di lotta sono anche i piani di lotta della Alianza por la vida y por la paz.

Io credo che per risolvere il problema delle minacce dell’imperialismo USA al popolo cubano, solo i popoli salvano gli altri popoli. Credo che i compagni e il popolo cubani meritino rispetto e meritino il nostro appoggio perché, nonostante gli errori che possono commettere, restano una bandiera di resistenza alla minaccia di questi criminali statunitensi. Per questo io spingo volentieri affinché i compagni italiani s’incorporino in questo tipo di brigata di pace.

Io credo che la struttura del partito come lo è stato finora debba cambiare radicalmente. Soprattutto quei dirigenti che ebbero un ruolo centrale e dettero tutta la loro esperienza fondamentale nella guerriglia, debbano lasciare spazio a quadri nuovi giovani che si sono formati nelle organizzazioni sociali di base. Il partito deve rapportarsi e intrecciarsi con quelle organizzazioni di base che giorno dopo giorno portano avanti le lotte. Ora come ora il partito appare ogni quattro anni nel periodo delle elezioni per poi sparire senza più rapporti con la massa popolare. Dobbiamo cambiare bruscamente l’attività, la linea e il rapporto verticistico che c’è nel partito, che deve mantenere sempre attivi i militanti impulsando quotidianamente le attività di lotta di massa. Ora il partito si muove come un normale partito tradizionale, cercano ed attivano i militanti solo per le elezioni, con un successivo scollamento tra dirigenti e basi di massa che invece è la parte centrale di un partito di sinistra. Senza questo radicale cambiamento un partito che si definisce di sinistra non può che morire oppure apparire solo con una faccia di sinistra.

Nuevo Horizonte ha caratteristiche molto speciali, prima di tutto la sua origine: quelli che vivono in questa comunità sono il risultato del conflitto armato interno in Guatemala; (dei quali siamo a differenti livelli) ci sono qui specificamente nella cooperativa quello che noi diciamo la parte dura, ossia i compagni che vediamo qui, nella guerriglia svilupparono compiti speciali. Tanto le donne quanto gli uomini tutti li potrei qualificare come gli specialisti della guerriglia: sergenti, esploratori, specialisti in radiocomunicazione e anche in tattica e strategia, fabbricatori di esplosivo, disegnatori degli stratagemmi, delle trappole esplosive, ossia la selezione di un pugno di guerriglieri ed ex guerriglieri che si concentrano in Nuevo Horizonte. Quello che voglio dirti con questo è che è un gruppo di compagni e compagne con una condizione, con dei principi ideologici molto ben radicati e saldi, se non fosse così N.H. non potrebbe in questo momento rappresentare quello che è nonostante le dure circostanze degli accordi di pace ossia dell’incompimento degli accordi di pace. Questo è un gruppo di compagni e compagne che ha un impulso di lotta perché nella vita guerrigliera la formazione politica e ideologica che si mantenne fu quello che si dice il sostento della organizzazione, il sostento del modello di convinzione, di lavoro, ossia il modello di condotta che ……… dentro la comunità e si esprime in tutti i sensi, si esprime dal momento stesso della resistenza, dal momento stesso di resistere non per resistere ma perché c’è un’alternativa, nonostante che in determinati momenti del cammino sembrava chiudersi. Horizonte è convinta che si possono aprire altre brecce, che c’è una formula sempre di come poter affrontare l’ostacolo o il problema che si pone davanti e questo è grazie a tutta la vita guerrigliera, alla esperienza di organizzazione, all’esperienza nel combattimento, alla capacità di formazione e autoformazione a volte che si mantenne durante il periodo della guerra. Come ti ripeto, qui in N.H. si trovano quelli che chiamiamo veterani, e quando diciamo veterani non necessariamente ci stiamo riferendo all’età, ma ci stiamo riferendo alla quantità o periodo di anni dei compagni combattenti nella montagna, ti sto dicendo che qui il più giovane di militanza stiamo parlando di dieci anni, il più giovane a volte può scendere a otto, questo è il gran ………, gli altri vanno da quindici a diciotto a ventidue anni di lotta guerrigliera, ………… di quello che potremmo chiamare la militanza clandestina, perchè ci sono compagni che anno 24, 25 anni di organizzazione, ossia di lotta semiclandestina e clandestina prima del conflitto armato più intenso. tutto questo ti da l’immagine del perché H. è come un modello di comunità, ossia che quello che H. ha raggiunto e che noi adesso equivocando diciamo in 4, 5 anni, il modello di villaggio, io vedevo che non era in 4 o 5 anni ma che tutta una esperienza di una vita guerrigliera, che questo ci permette due cose: uno avere facilità di organizzazione e pianificazione e due che ci permette di ………… il livello di critica e autocritica; noi qui siamo molto duri e aperti per la critica nelle riunioni, e ancora abbiamo un altro livello che noi chiamiamo la critica formativa, ossia cercando di combattere la critica distruttiva, ossia quando qualcuno lo fa con intenzione che sa quello ha commesso un errore e approfitta per demolirlo, allora qui il principio è che si combattono gli errori non la persona, significa che non è che lasciamo che qualcuno …………………………… quando ci accorgiamo di una debolezza incominciamo con differenti metodi da quello persuasivo a quello ………, fino a includere la stessa sanzione a recuperare o a correggere questi errori di tipo …….. allora ti dico lo stesso livello di condotta che si mantiene ha la sua origine e come si dice il suo proprio metodo di sviluppo, noi siamo convinti che altre comunità con le caratteristiche di H. ci costerebbe molto, anche a livello petenero ossia non sarebbe molto facile per il livello di formazione di ciascuno dei sui soci, nonostante quello che già hai visto e che ti sei reso conto che ci sono molti errori, però siamo anni luce avanti rispetto ad altre comunità. Ora perché questo. Noi abbiamo fatto un’analisi ossia abbiamo un gruppo abbastanza ridotto però che siamo attivi nel fare un’analisi della situazione non solo congiunturale, ma cercando di pronosticare il futuro del mondo facciamo analisi delle notizie a livello internazionale, cerchiamo di fare analisi delle notizie a livello mesoamericano, o a livello di continente americano e anche cerchiamo di fare analisi a livello guatemalteco e in fine cerchiamo di ……… a livello petenero. E comunemente ci accorgiamo che ogni giorno la situazione dei movimenti rivoluzionari è più complicata, ossia ogni giorno si chiudono spazi, ogni giorno il sistema imperialista a livello mondiale fa uso delle sue ultime risorse e una di queste è la forza armata, e sto parlando specificamente degli USA. allora gli USA che sono l’imperialismo, il nemico del mondo, perde per così dire capacità economica, perde il mercato a livello internazionale e questo lo porta ad assumere atteggiamenti sommamente equivocati, abusivi, prepotenti a livello mondiale attraverso la sua ultima risorsa che è la forza militare e attraverso la forza militare impone ai popoli di, crea o rovescia governi, sotto il manto della pace, della pace che loro predicano per poter dominare il mondo. Allora facendo queste analisi ci accorgiamo che i movimenti rivoluzionari, i movimenti progressisti o i movimenti democratici a livello mondiale ogni giorno sono più minacciati, ogni giorno sono segnalati come terroristi che significa che in nessun modo possiamo ………., non possiamo restare in attesa di vedere quello che succederà, ma dobbiamo prendere l’iniziativa, dobbiamo fare molti più sforzi di quelli che abbiamo fatto, qui c’è qualcosa che noi dicevamo all’ultima riunione del consiglio dei veterani, dicevamo: la guerra ci ha portato trentasei anni, il conflitto armato concreto in Guatemala ci ha portato trentasei anni per ottenere un minimo di condizioni, quello che voglio dire è che la via politica ci porterà molti più anni e questo non deve essere motivo di disperazione, non deve essere motivo di frustrazione, ma al contrario deve essere un motivo di attivare i motori, dobbiamo cominciare ora, non dobbiamo permettere che siano i nostri figli quelli che devono ricominciare, ma siamo noi ad avere l’obbligo a prendere ……. nel tema del riscatto del progetto rivoluzionario inteso nel senso di cambiare il sistema per uno migliore negli aspetti politici, sociali, in tutto quello che è l’educazione, la democrazia ……..Ossia quello che vogliamo dire allora è che N.H. per noi ha un senso speciale e potrebbe essere come un foco di resistenza o la miccia anche, come noi diciamo, per dare fuoco a tutta la candela. Diciamo questo perchè la verità è che l’imperialismo nordamericano a livello internazionale, a livello mondiale ci impone la globalizzazione e per questo arma i sui ……. come lo sono il TLC, come lo è il PPP, come lo è l’ALCA sono come i piccoli componenti dentro il suo grande progetto del neoliberalismo, della globalizzazione in generale. Allora noi non possiamo restare in attesa, noi non solo dobbiamo dire no a questo sistema, ma dobbiamo trovare un’alternativa, ossia dobbiamo avere una proposta concreta. Io credo che H. nel mezzo della grande tormenta, in mezzo a tutte queste circostanze che sono avverso al nostro processo, stiamo cercando di porci all’altezza della domanda dei popoli, all’altezza della domanda a volte anche dei nostri compagni morti, ossia nel senso che non possiamo restare in attesa, ma dobbiamo cominciare a instaurare un modello di organizzazione che ci possa permettere non solo di proporre, ma anche esigere, non solo dire no, ma anche dire come, come fare un modello di comunità, un modello di commercio giusto, un modello di governabilità, un modello di giustizia sociale, un modello di partecipazione con equità, ossia tutto questo è quello che noi stiamo cercando di fare a livello molto piccolo, ossia la verità è che le risorse su cui contiamo a volte non sono sufficienti, ma sono necessari per cominciare questa marcia. In questo senso il PPP specialmente, non viene, ma già c’è, ossia già si sta installando in Guatemala, in tutto il centroamerica e in parte del messico. Unito aquesto c’è anche il trattato di libero commercio che già stanno negoziando già stanno imponendo. Allora noi quello che dobbiamo cercare è l’alternativa di un mercato giusto, perché tutti abbiamo chiaro e quello che stiamo trasmettendo ai nostri compagni è che questo mercato giusto deve avere correlazione tanto con il produttore quanto con il consumatore, voglio dire che in questa ingiustizia del mercato, il sempre più avvantaggiato è l’intermediario e sempre il produttore è il grande sconfitto e il consumatore sempre paga grandi quantità, esagerate di capitale per i prodotti e l’altra situazione che molto difficile, in cui dobbiamo trovare la alternativa, è come noi, come …….., come comunità, come organizzazioni andiamo a sussidiare i nostri mezzi di produzione, ossia come andiamo a unire le risorse, perché gli USA alle grandi imprese, alle piccole imprese, ……………………….., non solo hanno la tecnologia del mondo, non solo hanno i sussidi, ma a parte questo hanno i loro famosi semi tecnificati e allora ai gringos o agli agricoltori di lì, per fare un piccolo esempio un quintale di mais può avere un costo minimo, diciamo 15 Q p.e. , mentre noi guatemaltechi non solo non abbiamo sussidi, non solo non abbiamo tecnologia, non solo non abbiamo l’educazione e l’informazione sufficiente di come sfruttare meglio la natura, i concimi organici, ma a parte questo un quintale di mais per noi ha un costo di produzione di non meno di ottanta Q e quando ce lo vengono a comprare ce lo stanno pagando 25 Q. A parte che gli USA come hanno i sussidi, la tecnologia saturano il mercato di mais a prezzi molto più bassi di quelli a cui noi lo vendiamo. Che voglio dire allora, che l’impresario guatemalteco, il padrone dei concentrati? Preferisce comprare dagli USA e non il mais guatemalteco. Quello che voglio dire allora che noi siamo in una totale distruzione, in una totale dipendenza dall’imperialismo nordamericano o delle grandi potenze, perché non solo ci sono gli USA. E a noi guatemaltechi ci rimane solo una risorsa, e questa risorsa si chiama la forza bruta, ossia la nostra manodopera non qualificata, che è pagata con un salario tanto miserabile, che in agricoltura arriva a 25 Q, voglio dire che in dollari è una miseria tutto un giorno 8,10 e fino a 11 o 12 ore di lavoro sono pagate 25 Q a 28 Q, che significa uno non può sopravvive, tuttavia la globalizzazione, tuttavia il trattato di libero commercio, il PPP queste sono le offerte reali che ci portano ………..Allora la cooperativa N.H. si propone con altre cooperative, di organizzare altre cooperative per cercare di porre alcune alternative, con le quali, è chiaro è un grande gigante non lo possiamo dominare, tuttavia siamo sicuri che con la nostra forma di resistenza, la nostra forma di essere, e con il nostro piccolo esempio possiamo andare moltiplicando molti più villaggi e se il nostro mercato alternativo può essere fattibile si potranno incorporare molte più comunità e se certo non arriviamo al baratto, però arriviamo a un modello di intercambio di prodotti che ci permetta di essere un’alternativa e quando parliamo di questo, non parliamo solo del peten, ma stiamo parlando degli accordi non solo a livello nazionale ma a livello centroamericano, a livello mondiale che possiamo avere comunicazioni con altri popoli del mondo che hanno questo stesso tipo di problema, io credo di si perché la globalizzazione ci abbraccia tuti quelli che possiamo avere questo tipo di alternativa e che possiamo avere questo livello di solidarietà e di comunicazione come diciamo noi dal basso, dalle stesse organizzazioni che ci permetta di non solo dimostrare al nemico,all’avversario che siamo capaci, non solo questo, ma realmente avere una vera alternativa di salvezza del mondo. Perché io credo che la guerra del capitale questa lotta tanto dell’euro, del dollaro io credo che non siamo molto lontani dal fatto che si possa convertire in nuova guerra mondiale nella quale non so esattamente qual è il compito che noi andremo a svolgere come popolo, ossia in qualità di che, allora noi in qualche maniera dobbiamo garantire con i nostri sforzi che si incammini questa lotta aperta di organizzazione, di pianificazione, di alternativa, di esecuzione a beneficio della società. Allora N.H. cerca in tutti i modi, con le sue risorse umane e le sue risorse materiali di creare un’alternativa, un modello di produzione, in modello di commercializzazione giusto per la società e che possa offrire a tutti i rivoluzionari lo spazio per questa lotta aperta contro il sistema. Questo in termini molto generali. Ti dico parlando di punteggio positivo, punteggio da uno a dieci, NH in un momento è quasi arrivata ai 5 punti, ossia dopo essere stata a dieci, quasi arriva a 5. Ora stiamo in un nuovo sollevamento per recuperare questo sistema di punteggio. NH era l’avanguardia in salute, salute ambientale, NH era l’avanguardia in molte cose, però il sistema stesso ha lottato per bombardarla e in un determinato momento ha approfittato delle nostre stesse debolezze per poter ………., come diciamo noi, il cattivo messaggio. Ma ora stiamo in una nuova offensiva di organizzazione, di rivendicazione dei nostri principi per ritornare a riprendere questa battaglia contro il sistema, contro la globalizzazione, contro il TLC, contro l’ALCA, contro il PPP. In rapporto a quello che noi chiamiamo il mercato alternativo, noi stiamo realizzando dei fori a livello centroamericano e questi fori hanno vari obiettivi specifici: uno è il coordinamento della lotta aperta contro il sistema in tutti gli aspetti e specialmente contro il PPP e contro specificamente il famoso TLC. Allora noi a livello puramente locale, a livello dipartimentale abbiamo parlato di fare il commercio, l’intercambio tra municipio e municipio, tra cooperativa e cooperativa e tra comunità di smobilitati. Però a livello centroamericano e specificamente Nicaragua e Salvador ci sono ugualmente raggruppamenti di compagni del Frente Sandinista e anche compagni del Frente Farabundo Martì, e di altre organizzazioni sociali produttrici che in determinati momenti possiamo fare intercambi di prodotti e in questo ultimo foro specificamente ci mettemmo d’accordo e ogni nostra delegazione portò un prodotto x per fare una fiera di prodotti, ossia in questo momento non si trattava di vendere ma di conoscere che cosa produce ognuno e qual’è la domanda che ha ognuno di noi, questo per fare anche scambi di sementi, delle sementi indigena contro le sementi geneticamente modificate, contro tutto quello che è stato manipolato. Questo è anche uno dei nostri grandi sogni, che a livello mesoamericano, centroamericano possiamo avere interscambi commerciali dal basso, come diciamo noi, ossia una volta di più dicendo di rompere con gli intermediari. Per dirti qualcosa che abbiamo scoperto in quei giorni, i compagni salvadoregni sono importatori del melone e anche dall’ananas e anche degli aguacate dal Guatemala, però chi fa questo sono le grandi imprese a traverso i famosi intermediari. Ossia quello che voglio dire è che l’aguacate che qui ai nostri compagni lo pagano a 25 centesimi di Q, lì a te costa fino a 5 Q, a chi va tutto questo denaro, va all’intermediario. Da qui partono camion pieni tanto di ananas, quanto di aguacate e di tutte le banane, vanno là. Allora noi come compagni non vedevamo solo questo, ma anche la possibilità di scambio di semi: che mais avete voi compagni? Avete un giallo, un rosso, un nero o di un colore verde, come lo avete fatto, in quale tipo di clima, non brevettare come la Monsanto e le grandi multinazionali, ma l’assunto è l’intercambio tra i popoli e il miglioramento dei prodotti e dell’ alimentazione e questo anche ha la sua ricompensa, banche genetiche popolari. E in più abbiamo preso in considerazione che le grandi imprese possono portare ai nostri compagni in Salvador gli aguacate perché ……… noi, da produttori, ripeto un’altra volta, verso i consumatori, la differenza è che è dal Guatemala al Salvador o verso il Nicaragua. Però l’ultimo studio che abbiamo fatto, nell’ultimo congresso a cui abbiamo partecipato, la possibilità più vicina è che possiamo scambiare, prendere e portare prodotti, dei compagni salvadoregni, è con il Salvador. Ossia con il Nicaragua si vede un po’ più lontano, a parte che Guatemala e Nicaragua si assomigliano molto nei prodotti e anche nella terra e in più sono molto più grandi, ossia loro producono molto di quello che produciamo noi, invece il Salvador no, però il Salvador produce alcune …….., come machetes, le lima, gli ……., o altre cose. E questi prodotti arrivano in Guatemala: la maggior quantità di lime o di ……..che si consumano in Guatemala vengono dal Salvador, i migliori machetes vengono dal Salvador, le ……., vengono dal Salvador, quello di cui stavamo parlando con i compagni qualcosa, ma più grande, ossia questo richiede un’infrastruttura che noi non siamo ancora a questo livello, ma già stiamo pensando di vedere se un giorno possiamo fare questo intercambio di merci che ci permetta di eliminare gli intermediari e favorire il produttore direttamente al consumatore in questo tipo di prodotti, ma questo esperimento già si è fatto in questo foro precisamente in Honduras. Dove si portarono non solo ……., non solo tessuti ma anche prodotti, fu una specie di esibizione per vedere che abbiamo ognuno di noi. E qui nel Petèn ora siamo in un ‘offensiva nelle comunità per recuperare i semi indigeni. I semi indigeni sono quasi spariti, perché quello che sta entrando sono i semi geneticamente modificati, ossia i famosi semi migliorati, questi sono quelli che si vedono di più e quelli indigeni stanno scomparendo. Siamo in un’offensiva per il recupero. Per questo dicevo che a livello petenero, NH ha un camion che io non so se regge 5 viaggi al mese verso C del Guatemala, ma tuttavia stiamo pensando con questo mezzo perché potremmo ………………………… allora tuttavia ha la produzione, allora quello che stiamo cercando di fare è esattamente questo, che questo mezzo di trasporto possiamo condividerlo e dargli la manutenzione e in questo modo iniziare in piccolo a realizzare l’alternativa dal produttore al consumatore e favorire entrambi.

D. la lotta contadina in tutto il centro america è stata per la terra, questo commercio dal basso può permettere di aggirare il problema o bisogna lottare contemporaneamente per la riforma agraria?

Specificamente io credo che questo mercato alternativo non è la soluzione della situazione della terra, io credo che dobbiamo portare i due fronti alla stessa altezza, perché la problematica della terra in Guatemala è la cosa più delicata. Gli accordi di pace dicevano che tutti i militari che avevano acquisito terre irregolarmente dovevano restituirle, ma tuttavia non c’è stato il minimo passo e nemmeno l’inclinazione che uno fa per fare il primo passo. Allora questo significa che questo sta latente e in più noi stiamo incorporando una lotta aperta anche che quando ottengono la soluzione di alcune domande di terra, queste siano realmente accompagnate non solo dalla formazione tecnica ma anche da un progetto socioeconomico incorporato e adattato non solo alle caratteristiche e alla realtà del terreno ma anche all’altezza della nostra comunità, perché il sistema guatemalteco ha risolto tra virgolette la terra ad alcuni compagni, ma semplicemente la ha concessa sotto un mutuo e qui si è fermato, la formazione tecnica non stata adeguata. Questo significa che i nostri compagni contadini invece di migliorare la situazione, l’hanno peggiorata, perché il fatto di avere la terra non è la soluzione del problema ma ha a che fare non solo con la istruzione o con quella che possiamo chiamare la educazione nell’uso del suolo, ma anche ha a che vedere con la qualità di formazione che si è data, e anche ha a che fare con il progetto socioeconomico incorporato adeguato alle caratteristiche delle nostre comunità e parallelamente a questo dobbiamo creare il mercato alternativo. Perché non ti serve a niente se lo stato ti da terra, formazione tecnica e il progetto socioeconomico produttivo ma se non ti da il mercato che fai? Non serve a niente. Allora noi nel nostro fronte di lotta stiamo prendendo in considerazione tutti questi aspetti, la stessa Alianza por la vida y por la paz esattamente ha nel suo fronte di lotta quello della terra e il seguimento della stessa. Ossia noi dobbiamo portare le due forze possiamo dire tanto il mercato alternativo, quanto la lotta per la terra. La grande maggioranza dei contadini guatemaltechi non ha terra dove produrre.

D. quando siamo stati a cuba abbiamo chiesto se l’aggressione fosse qualcosa di probabile e ci hanno risposto che mai cuba è stata così in pericolo, per cui noi vogliamo porre in maniera pubblica il problema di costruire brigate di pace in difesa di cuba. puoi dire qualcosa ai compagni italiani sopra la necessità di costituire queste brigate?

R. Io ho sempre avuto una maniera di pensare su come possiamo risolvere le minacce che ci porta l’imperialismo, io credo che realmente solo i popoli si salvano tra loro, solo il popolo salva il popolo. Credo che i compagni cubani non solo meritano il rispetto, non solo meritano il nostro apprezzamento, ma anche meritano appoggio perché sono stati un popolo che ha resistito molti anni all’aggressione di questi criminali, la verità è che solo un popolo che ha questo livello di capacità di educazione e di formazione è capace di resistere all’aggressione di questa bestia. Allora io credo che è necessario che i popoli del mondo solidarizzino con cuba, nonostante loro possano commettere degli errori come umani, è come la nostra bandiera, è come parte del nostro segno di vita come rivoluzionari a livello mondiale, allora indiscutibilmente io non esiterei a dire ai compagni italiani che si incorporino in questo tipo di attività, in questo tipo di brigate che realmente vale la pena salvare la rivoluzione cubana, nonostante che loro possano avere i loro errori, e indubbiamente non abbiamo il diritto di giudicare i popoli ma cuba è un popolo che merita molto rispetto e io credo che gli USA sono quelli che meno hanno offerto ai compagni cubani.

D. il ruolo che svolge la struttura di partito nella realtà guatemalteca: nel 95 nasce il fronte nuovo Guatemala, nel 99 nasce la URNG come partito e sappiamo quello che è successo all’interno e come finì. Tu pensi che ancora il partito come storicamente si conosce come è nato dalla terza internazionale,molto gerarchico di vertice che non lascia molto spazio democratico, possa avere un ruolo o è necessario un rinnovamento?

R. io definitivamente quando parlo di partito mi piacerebbe dal punto di vista scientifico come struttura, io credo che la struttura è molto scientifica e molto buona e credo che sia un’alternativa, ma quando parlo di partito e mi riferisco alla dirigenza io credo che i nostri dirigenti hanno commesso errori molto gravi nella conduzione, io considero che la sinistra guatemalteca possiamo dire deve svolgere un compito o deve continuare con il suo compito storico ed è necessario fare questo rinnovamento interno. Io credo che se noi non rafforziamo il partito di sinistra non avremo mai la possibilità di fare una vera opposizione per la quale io credo che è necessario creare questo partito, ma questo partito credo che non sia possibile con i compagni dirigenti che abbiamo ora, io credo che i nostri dirigenti devono ……… e devono permettere che nuovi quadri possano assumere questi compiti tanto delicato nella conduzione di uno strumento che è tanto importante per il cambiamento di un sistema. Io credo che il partito in sé deve formarsi, deve costruirsi e i compagni della dirigenza del precedente partito devono accettare che questo è un altro tempo è un altro spazio, come anche devono rendersi conto che non sono più comandanti sono compagni. Da questo punto di vista dobbiamo essere molto più aperti e dobbiamo imparare a rispettare il modo di pensare di altri compagni e che a volte la maniera di pensare non ci toglie i compagni queste sono cose molto fondamentali e credo che è necessario formare questo nuovo partito nel quale non è fare di meno la alta dirigenza perché hanno svolto un compito storico speciale che sono convinto per lo meno fino ad oggi nessun altro compagno ha avuto la capacità di svolgerlo ossia guidarono il nostro movimento rivoluzionario per la strada più giusta della storia del Guatemala e si conquistarono meriti molto validi nella storia anche a livello mondiale per le caratteristiche della nostra rivoluzione o del nostro movimento rivoluzionario e sono degni di rispetto, ma in quanto alla formazione di questo partito io credo che dobbiamo realmente fare cambiamenti molto profondi ossia dobbiamo aprire lo spazio ai nuovi quadri e ai giovani specialmente.

D. lo vedi un problema a breve o a lungo termine la costruzione del nuovo partito

R. io penso che se continuiamo con la proiezione che noi stiamo realizzando questo potrebbe essere la formazione dell’alternativa potrebbe essere di medio periodo, ma per raggiungere gli obiettivi potrebbe essere di lungo periodo ossia dobbiamo ……… molte esperienze al nostro interno e dobbiamo riallineare la nostra fanteria o cavalleria per poter realmente raggiungere gli obiettivi che noi pretendiamo come rivoluzionari. La costruzione dello strumento credo che potrebbe essere di medio periodo se dimostriamo volontà e ci mettiamo tutti al servizio di questo grande progetto.

D. quali sarebbero i cambiamenti sostanziali rispetto al vecchio schema di partito.

R. in primo luogo credo che uno è il rispetto totale delle strutture del partito, del suo regolamento della sua funzionalità, ma molto specialmente il fondamentale è il rispetto delle organizzazioni sociali e non mescolare quello che è partito con i movimenti sociali, ossia dobbiamo portare avanti i due strumenti. Queste due cose sono molto speciali e se la direzione del nuovo partito non impara a rispettare questo è impossibile, perché nella ……… tradizionali del nostro partito che abbiamo fatto ……………. Una delle sue grandi debolezze è che si appropria delle organizzazioni sociali e questo porta a un decapitamento totale delle stesse e di fatto si perde la continuità dello sviluppo delle stesse. Ossia questo di prendere i dirigenti sociali e inserirli nel partito …………… questo definitivamente non va. Io credo le organizzazioni sociali devono svilupparsi nelle proprie lotte con la propria indipendenza con le loro proprie dinamiche e il partito quello che deve fare è il coordinamento rispettivo e a volte in qualità di strumento, ossia le masse devono arrivare a una crescita e per arrivare a questa crescita allora possono fare uso di questo strumento per potere arrivare alla presa del potere locale o del potere dipartimentale e al potere nazionale. Ma non devono convertirsi in partito o decapitarsi o il partito appropriarsi di queste organizzazioni. Se non cambiamo queste cose che sono minime, possiamo dire, ma che sono ………………. Io credo che questo partito non potrebbe essere così. E qualcosa di molto speciale è che il partito veramente deve essere differente non può essere un partito di campagna un partito che appare ogni quattro anni perché qui i partito funzionano come il sistema li ha disegnati, i partiti sono solo una facciata, una facciata di democrazia per dire che qui c’è libertà di organizzazione e di espressione e di poter votare , ma la verità è che un partito di questo tipo, e noi siamo caduti in questo, non funziona, il partito deve essere attivo tutta la vita, ossia tutta la vita deve fare militanza deve mantenere attivi i suoi affiliati. Allora dobbiamo cambiare bruscamente il nostro sistema di organizzazione specificamente. Sono consapevole che quando stiamo parlando di questo stiamo parlando di risorse economiche. Un partito che realmente sia …….. dalla stessa base e non un partito che mantenga la sua stessa base, questo è un concetto abbastanza differente. Perché qui i partiti tradizionali quello che fanno è che per le campagne elettorali spendono milioni di Q, spendono moltissimo denaro e attraverso questo …… o corrompono le persone ed è in questo modo che sono forti. Invece noi dobbiamo essere un partito che sia forte sulla base della coscienza , sulla base dei principi e non sulla base di un sussidio o di una risorsa economica penso che queste sono cose su cui dobbiamo porre molta enfasi perché il nostro partito che abbiamo fatto fino ad oggi non ha avuto la capacità di tenere informata la base , non ha avuto la capacità di arrivare alla base ………….

D. anche i partiti di sinistra sono caduti nello schema che la borghesia ha disegnato per la facciata democratica

R. questa è la cosa più triste perché si dice che dovevamo fare un partito differente e alla fine siamo caduti nella stessa storia perché ci siamo assentati nel tempo fuori dalle elezioni quando arrivano le elezioni finiamo per fare ………., per fare ………., finiamo per ripartire dal voto che non ha nessun senso. E ci lanciamo nelle strade esattamente il giorno delle elezioni, ossia non so quanti mesi prima andiamo con i mezzi pieni di carta e in più, questa è un’altra situazione difficile, allora sì si cerca la base, si cercano gli iscritti al partito perché vadano ad attaccare manifesti , questo è quello che fanno i partiti tradizionali e lo stesso abbiamo fatto noi, ossia per i giorni della campagna cerchiamo la base e le diamo i suoi pacchetti di carta. Credo che la propaganda deve essere costante, l’organizzazione deve essere costante, la formazione deve essere costante nei partiti che siano realmente di sinistra al contrario di danno la facciata di sinistra che è quello che alla fine potrei dire che abbiamo fatto. Perché non siamo stati capaci di fare organizzazione costante, non siamo stati capaci di essere buoni propagandisti e buoni organizzatori come lo eravamo prima quando non eravamo partito quando eravamo una organizzazione clandestina, lo facevamo meglio.

D. tu pensi che le masse debbano avere una funzione dirigente e debbano creare il partito come strumento per il potere.

R. sì è così, io credo che dovremmo stare in questa direzione perché, per cominciare, io penso che un partito deve funzionare in base a un programma, a degli obiettivi, a un piano di governo. ………………… io credo che siamo noi la base che dobbiamo arricchire realmente questo tipo di attività ………………., perché è la lotta per le nostre rivendicazioni come società, come popolo. Ma prendendo molto in considerazione i due processi che non possiamo mescolarli, come chi dice che noi dobbiamo essere la marea, la grande onda, ma dobbiamo avere lo strumento per capitalizzare questa onda, ma non possiamo mischiarli, dobbiamo creare le condizioni, dobbiamo creare i leaders, prepararci col tempo per non improvvisare. Guarda quello che è successo in queste elezioni, si improvvisa un partito legale e ora i dirigenti hanno decapitato le organizzazioni sociali, perdiamo le elezioni, io spero di no, ma se questi candidati perdono si stanno giocando qualcosa di molto difficile, che …………le organizzazioni sociali, che succederà, può essere un …….. politico come diciamo noi, dal quale non ci si può sollevare. Nella battaglia nella guerra puoi perdere due o tre combattimenti, ma non hai perso la guerra, puoi avere perso più della metà delle tue forze di combattimento ma non hai perso la guerra e puoi recuperare, ma da un errore politico non si solleva nessuno. Allora qui c’è stato esattamente questo, si stanno usando i leader delle organizzazioni sociali come candidati e che succede se non vincono? E anche se vincessero che succede con loro, quale è il vero compito che vanno svolgere hanno o no la capacità di andare a un congresso, di andare a legiferare o semplicemente si vanno a frustrare. Che succederà. Molti dicono che con la formazione si risolve tutto, io credo di no. La formazione serve ma se uno non ha la condizione, se uno non ha ………, anche se ha la formazione, perché la formazione si …………………………………………………………………………………………………………mentre io credo che questa è una delle situazioni abbastanza delicate ossia che non si possono confondere.

D. tu pensi che bisogna tenere distinte le masse organizza te che sono la fonte del potere popolare dal partito, ma forse è necessario definire strumenti di controllo perché le masse possano cambiare a propria scelta la dirigenza del partito.

R. noi stavamo sviluppando negli ultimi giorni un progetto di organizzazione e di formazione che abbiamo chiamato esattamente progetto di direzione comunitaria. E in questo senso noi pensiamo che deve esistere il metodo o la forma adeguata nel quale la massa o la base o la organizzazione sociale sia totalmente coinvolta nella elezione della ………….che crede conveniente porre per esercitare a qualunque livello l’amministrazione del potere, a livello locale o nazionale. Perché la cosa comune è che se ci sono elezioni e ci sono otto partiti ti danno otto opzioni, ma mai il popolo ha la possibilità di dire chi, te ne danno otto, di questi otto vedi quale conviene di più alla fine. In cambio noi crediamo che tanto nella direzione del partito come anche nelle elezione per occupare poteri devono essere posti dalla base, che è il sostentamento di questo partito. Allora sdì io penso che deve esistere lo strumento che permetta questo metodo. Chiaro nei partiti tradizionali questo non è permesso, questo è un altro sistema, lì chi comanda è il segretario generale e lui decide anche chi è il candidato di un determinato dipartimento o municipio. Invece noi proponiamo che sia diverso che il partito faccia le sue consultazioni attraverso le sua organizzazione sociale, dove le organizzazione sociale deve fare le proposte, raccomandarle per la direzione di questa organizzazione di partito, di questo strumento o per la elezione per cariche pubbliche dentro l’amministrazione dello stato, che anche il partito consulti questa organizzazione di base e che questa organizzazione attraverso i canali corrispondenti possa …….. questo servizio verso il partito. Non necessariamente potrebbe essere il segretario municipale il candidato sindaco, ma si possa avere una proposta fuori. E per l’elezione dei suoi migliori dirigenti ugualmente possono uscire non necessariamente dalla dirigenza della organizzazione sociale possono uscire da qualunque membro con capacità della base a occupare posti nel partito, può essere possibile anche questo, attraverso queste analisi e questa proposta che in qualche modo è quello che cerchiamo di fare nel petèn. Noi facevamo quelle che chiamiamo le preassemblee, quello che noi facevamo era di riunire la base e facevamo una consultazione e dicevamo che le loro proposte sarebbero state prese in considerazione nelle assemblee del partito e che potevano fare proposte. E nella assemblea noi portavamo la proposta che ci faceva la base: la base propone che sia questo il miglior dirigente e da lì si va all’elezione e da lì …………………………………… e funziona di più perché ha l’appoggio della base, ma quando non ce l’ha non cammina.